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Gli inediti di Antonio Vassallo

  • Immagine del redattore: Alessandra Corbetta
    Alessandra Corbetta
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Questi testi di Antonio Vassallo, tratti da una raccolta a oggi ancora inedita, consentono di evidenziare alcuni elementi topici dello scrivere dell'autore, a partire da un lessico ricercato, non colloquiale, per certi aspetti desueto, ma selezionato con perizia per creare uno stacco tra il tempo della poesia, inteso come spazio cronologico lontano dall'adesso e che chiede di essere preservato, e quello contemporaneo, valutato come momento di stordimento e perdizione generale.

Vassallo, inoltre, costruendo i propri testi su un impianto di chiara matrice filosofica, procede per interrogativi indiretti, esprimendo un desiderio di ricerca destinato a non esaurirsi; e sebbene la predominanza di negazioni, insieme a termini che richiamo l'idea di notte, di silenzio, di solitudine, potrebbe far pensare a una deriva nichilistica, ad agitarsi al di sotto della parole è una forza tellurica capace ancora di generare qualcosa, di farsi creatrice del buono.

Da tale prospettiva, dunque, possiamo provare ad addentrarci dentro il mondo di questo autore che ci propone una voce ancora da definirsi a pieno ma, senz'altro, nuova.


Senza speranza di essere notte


È spoglia come un tardo autunno

questa sera

che stremata ancora si sforza

senza speranza alcuna

di essere notte.


Apolide


Non un paese

né una casa

impensabile una patria

ma una forma,

geoide o poliedro irregolare

non conforme ellisse

una forma almeno,

immisurabile curva

d’anse cieche e aspre concavità

incerto chiuso perimetro,

vorrei poter dire mia.

Coincidere non impetro,

immeritata alterigia,

con luogo alcuno

o con altrui intenti

e traguardi;

è un melodioso distacco

come un domenicale sopore

che dalle musiche altrui mi separa;

discorde è il colore dei pensieri

degli eventi difforme l’aroma.

Coincidere non chiedo,

e invero non voglio,

ma lambire, almeno lambire,

abbandonata questa mia superbia d’asintoto,

l’iperbole esatta della familiarità.

E nondimeno divergere è il mio

e forse l’universale destino,

la distanza il mio umano

tratto distintivo,

unico possibile discorde contatto

con chi da sempre, e non a caso,

è detto “altro”.

È l’intervallo l’indiscutibile cifra

di questa obliqua individualità,

della mia e d’ogni altra

irripetibile dissonante unicità.


In quiete II


L’intatta settembrina quiete,

remota eco d’una

oltre ogni forma

eternità di vita,

dischiude solitudini e silenzi

in cui avvertire di non essere

se non il sogno

(da chi sognato?)

che c’inganna d’essere.


Antonio Vassallo, Alma Poesia

 Antonio Vassallo, nato nel 1976, vive in provincia di Benevento. Insegna Filosofia e Storia nei licei. Laureato in Filosofia teoretica con una tesi sulla asistematicità della filosofia dal titolo L’approssimazione come libertà in Emil Cioran, ha continuato ad approfondire il campo della eterodossia concettuale e formale in ambito filosofico.  Appassionato di cinema, ha tentato di coniugare la diegesi filmica con la narrazione filosofica soprattutto in ambito didattico. In tale prospettiva è tra gli autori della pubblicazione “Interazioni – Visioni chiastiche di possibili vissuti – AA.VV. (StreetLib  Editore).


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